lunedì 25 febbraio 2008

Appunti

Dedichiamo al polverone alzato in questi giorni poche righe in quanto crediamo che ben altri siano i problemi del Comune.

A seguito della pubblicazione del post “Ma che opposizione è questa?!”, che rappresentava una risposta ad una serie di provocazioni alla nostra lista (vedi El Cromer e le false accuse rivolteci sulla cava, le allusioni sulla stampa alla nostra proposta di referendum, le offese ad Adriano, anche personali tramite e-mail), abbiamo deciso di tenere un profilo appositamente basso, stufi di polemiche sterili che non portano a nulla; ognuno per la sua strada insomma.

Un paio di chiarimenti rispetto all’articolo del Corriere delle Alpi di ieri (24 febbraio 2008) sono però doverosi:

Primo: quelli espressi sono giudizi puramente politici, certo forti ma assolutamente legittimi; se così non fosse non esisterebbe nemmeno la dialettica politica (a livelli più alti, Regione o Stato centrale si sente ben di peggio).

Secondo: nel post in questione non riteniamo vi sia alcun elemento di diffamazione (se così è stato inteso dal consigliere Dall’Agnol, in quanto autore del post me ne scuso personalmente, non c’era certo l’intenzione di fare riferimenti a condizioni personali, Roberto G.); è stato posto l’accento su un atteggiamento a nostro giudizio probabilmente isterico e paragonato ad una figura retorica di uso comune nel linguaggio (vecchia zitella come dire vecchia comare o suocera brontolona). Utilizzare un paragone in maniera così strumentale lo giudichiamo quantomeno scorretto.

Ribadiamo ancora una volta, non è contro di noi che si deve scagliare caro consigliere, non siamo noi ad amministrare il Comune.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Costituzione della repubblica Italiana

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Anonimo ha detto...

Art. 595 Codice Penale: Chiunque....comunicando con più persone offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire 2.000.000=

Anonimo ha detto...

Per la multa posso fare qualcosa, per la condanna tornerei in svizzera dove sono nato. A meno che non mi ritirino il passaporto preventivamente (anche tu Roberto sei nato all'estero, vero?)... la critica (e lo sberleffo, insomma, la presa per il culo, tra l'altro su fatti verosimili) a chi è investito di una carica pubblica non è offensiva, fa parte del "gioco": è stato doveroso rispondere ai continui attacchi, a mio giudizio scorretti e faziosi (sberleffi?), come quelli portati da Dall'Agnol, sia in consiglio comunale, a mezzo stampa, in privato e spesso con le maldicenze tipiche dei nostri paesini ... tutto fa brodo vero?. Non serve una sentenza ...
Torniamo all'inizio: ma che opposizione è questa?
Noi continuiamo per la nostra strada, convinti che anche ad Arsiè si dissolva questo modo ridicolo dell'agire per il bene comune.

Adriano

(chi ha qualcosa da dire puo' anche firmarsi, o restiamo sempre tutti anonimi, come molti ci vorrebbero)

Anonimo ha detto...

Suprema Corte di cassazione - Sezione V penale - Sentenza 15 marzo-17 agosto 2001 n. 31220

"(...)nella competizione politica è legittimo l'uso di toni oggettivamente aspri e polemici e le opinioni possono essere espresse anche con termini pungenti, con frasi suggestive e finanche paradossali, che garantiscano l'efficacia della comunicazione e catturino l'attenzione dei cittadini su problemi di interesse pubblico."

Giusto per far notare a chi blatera a vanvera di codici di procedura penale e di diffamazione che basta una ricerchina veloce in internet per imparare da sentenze passate che, soprattutto in termini di politica, prima di arrivare ad una condanna per diffamazione ci vuole daveeero molto.
Meglio impegnare le procure in cose più serie se non vogliamo poi lamentarci della lentezza della giustizia!

Roberto

Anonimo ha detto...

Che fenomeni!
asd asd