Pubblichiamo questo post a fronte dell'ennesima proposta scellerata di un inceneritore in provincia di Belluno fatta dal presidente di Assindustria Belluno Valentino Vascellari.
Innanzitutto chiariamo una cosa, il termine Termovalorizzatore non esiste in nessun altro paese europeo e non ne viene fatto cenno neppure nelle direttive della Comunità Europea dove sono sempre chiamati col loro nome: Inceneritori.
Lungi dall'essere la panacea per lo smaltimento dei rifiuti gli inceneritori sono delle vere e proprie macchine di morte (tanto che sono stati definiti l'amianto del 21° secolo). Gli Stati Uniti d'America che per primi avevano seguito questa strada l'hanno ormai abbandonata tanto che è ora vietata la costruzione in tutti gli stati dell'unione. Paesi Europei come Irlanda ed Olanda, tanto per fare esempi, non hanno nemmeno un inceneritore; ad Amsterdam ne era prevista la costruzione ma è stata bocciata. La Germania, più volte citata da TV e giornali, brucia volentieri i nostri rifiuti solo perché quelli che ormai lei produce (pochi grazie ad una raccolta differenziata che funziona) non bastano a far funzionare gli impianti che sono comunque obblilgati a rientrare dell'investimento fatto.
Gli inceneritori emettono un quantitativo di sostanze tossiche esorbitante (nanopolveri causa di tumori, diossina e altre sostanze di cui non si conosce ancora la composizione). I dati sui quantitativi di diossina emessi sono quasi sempre dati poco significativi in quanto le analisi sono fatte al massimo una o due volte l'anno mentre un inceneritore funziona per 365 giorni l'anno e soprattutto spesso in condizioni non ottimali. Il tanto elogiato inceneritore di Brescia premiato come il migliore al mondo (già, peccato che il premio sia stato assegnato praticamente dai costruttori ma questo non viene mai detto, è come se un papà dicesse: "mio figlio è la persona più intelligente al mondo") sta iniziando a far aumentare il tasso di tumori nell'area e sapete come è stata giustificata la cosa? Dicendo che in quelle aree le persone bevono troppo e conducono stili di vita sbagliati.
Gli inceneritori consumano più energia di quella che producono e possono sopravvivere solo grazie agli aiuti di stato (il famoso Cip6 per cui una parte della nostra bolletta della luce va a finanziarli, una vergogna colossale se si pensa che quei soldi dovrebbero andare alle energie rinnovabili!).
I rifiuti che entrano in un inceneritore non scompaiono come per magia (nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma ci hanno sempre insegnato) ma si trasformano in fumi che fuoriescono dai camini o catalizzati da filtri che insieme alle ceneri devono essere stoccati in discariche speciali; è necessaria inoltre una grossa quantità di acqua che deve poi essere anch'essa smaltita.
Le discariche non producono diossina, le discariche a cui viene dato fuoco sì ma questo l'informazione ufficiale non lo dice mai.
Detto ciò siamo in un vicolo cieco?! Assolutamente no, anzi, una strada c'è eccome.
Innanzitutto è necessario produrre meno rifiuti possibile (per cui fare attenzione quando si va a fare la spesa nel comperare prodotti che abbiano meno imballo possibile, bere quanto più si può acqua di rubinetto e non in bottiglia, etc.), quindi i rifiuti prodotti vanno differenziati il più possibile per riciclare i materiali. Il rifiuto secco che non si può differenziare rimane a questo punto talmente poco che si può stoccare in discarica o trattare con impianti veramente moderni che già esistono e funzionano (ma che non garantiscono guadagni alla lobby dei costruttori di inceneritori); questo è il trattamento meccanico-biologico che è in grado di produrre energia senza nessuna emissione in aria e senza ceneri residue.
Ora ho sintetizzato il più possibile ma si possono approfondire tutti questi argomenti al sito www.inceneritori.org.
La TV ed i giornali vi fanno vedere quello che vogliono, diventate invece parte attiva dell'informazione, andate VOI a cercare le informazioni in internet. Non siamo e non siete pecore, vogliono farvelo credere, ma non è così; ed è per questo che da parte nostra rispondiamo al signor Vascellari con una sonora pernacchia!
martedì 15 gennaio 2008
La truffa degli Inceneritori
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8 commenti:
Non ho potuto fare a meno di fare un giretto su google,ho digitato:"Incinerators in the UK" e,sorpresa,c'è una lista impressionante di inceneritori già realizzati e di inceneritori in fase di realizzazione.Se poi digito ,sempre su google :"eec waste incinerators directives",mi si apre un mondo di notizie utili
eec waste incinerators directives
waste incinerators directives
incinerators directives
incinerators
Appunto, incenerators non termovalorizzators...
appunto..se trovo una lista interminabile di incinerators realizzati ed in corso di realizzazione in Uk,forse i figli di Albione hanno trovato il modo di ridurre al minimo gli inquinanti.Non credo che in UK non esistano ecologisti ed esperti in grado di sensibilizzare la popolazione sui rischi da inceneritori,forse ripeto,hanno affinato talmente gli impianti da renderli innocui.E perchè non potrebbe accadere anche a Belluno?
Un fatto è certo:da quando abbiamo la differenziata, il numero dei nostri sacchetti di rifiuti che consegnamo alla raccolta è drammaticamente diminuito.
E se esistono tecnologie più avanzate e sicure perché non utilizzarle? Se la quantità di rifiuti è effettivamente così diminuita e gli inceneritori non sono economicamente convenienti che bisogno c'è di bruciare? A me hanno sempre insegnato, scusate i termini, che la merda rimane merda, al massimo ci puoi concimare i campi (se non contiene diossina o altro). E poi, il sistema elettorale francese, i trasporti tedeschi, il modello di sviluppo spagnolo... va beh che siamo in Europa ma noi italiani ci distinguiamo solo e sempre per mafia, pizza, monnezza e mandolino? Mah
Se vuoi fare una macchina, una moto, un paio di scarpe, un vestito devi copiarlo dagli italiani. Se vuoi fare un inceneritore vai a copiare da chi ha esperienza, vedi Brescia.Dal momento che non ho la verità in tasca vorrei capire quello che è giusto o sbagliato, su internet c'è tutto ed il contrario di tutto, il mio pensiero (non verità) è che al momento i rifiuti rappresentino un problema per tutti (vedi Maserot) e un affare per pochi.Per Arsiè in attesa che la Comunità Montana decida cosa fare e quando fare mi basterebbe che i cassonetti scassati e rotti si aprissero , che siano puliti e disinfettati e che nella loro vicinanza ci siano dei dispositivi anti pantegana efficienti.
post che condivido, accetto e ritengo necessaria una differenziata spinta, ma non cadiamo nell'ingenuità di chiedere sempre alle famigliole di stare attenti alle confezioni al supermercato, a bere l'acqua di rubinetto, ecc. ecc.vero, la responsailità delle 'monnezze è di tutti, ma perchè non cominciamo ad andare a curiosare su come smaltiscono i rifiuti fabbriche, super ed ipermercati, aziende farmaceutiche, e lasciamo la giusta percentuale di responsabilità sui mali del mondo alle persone normali, che non devono necessariamente sentirsi causa di tutto, o quasi
inceneritori, o termovalorizzatori, ne so poco, ma ho seguito un'intervista in cui si affermava che i danni da essi provocati, se ben controllati e se, e se... sono minimi (però ci sono) rispetto ad altre fonti di inquinamento, che stiamo accettando quotidianamente
beh forse se ci informiamo, e ci proponiamo l'inceneritore-termovalorizzatore, o altro mostro, ecologicamente compatibile riesce a salatre fuori
se dormiamo,no
Fonte: www.quibrescia.it
Diossina nel latte della Centrale
domenica 16 dicembre 2007
(red.) Una partita di latte inquinato dalla presenza di diossina superiore ai limiti consentiti dalla legge è stata individuata dai controlli effettuati prima della lavorazione nella Centrale comunale del latte di Brescia. Il prodotto era stato consegnato da tre aziende agricole dell’hinterland cittadino. La società ha avvisato i servizi medico-veterinari dell’Asl e l’Istituto zooprofilattico di via Bianchi.
La spiacevole sorpresa è saltata fuori durante i controlli organolettici che il laboratorio interno della Centrale effettua sul latte ritirato nelle fattorie, che hanno fatto scoprire una concentrazione di "pop" (clorurati organici persistenti) oltre la soglia consentita.
I limiti alla presenza di diossine che la legge prevede per il latte (entrati in vigore a novembre), mettono insieme per la prima volta diossine e Pcb. In ogni millilitro di prodotto, possono essere presenti al massimo 3 picogrammi (miliardesimi di milligrammo) di diossina e 3 picogrammi di Pcb e il totale non deve comunque superare i 6 picogrammi. Nella partita di latte contaminato scoperta l'altro giorno, invece, il livello era intorno ai 6,5 picogrammi.
Le autorità hanno quindi bloccato l’attività nelle tre aziende agricole (una è in via Colombaie al villaggio Violino, un'altra è la Pastori di viale Bornata e la terza un’azienda di Flero), che insieme allevano circa 150 mucche da latte. Il prodotto contaminato frutto della mungitura quotiana degli animali, verrà smaltito in un impianto specializzato.
Ma l’Asl ha posto sotto stretto controllo anche altre sette aziende agricole nei dintorni ed ha avviato le analisi dei terreni per controllare se vengono superati i limiti di legge nella presenza di diossine: 0,75 nanogrammi per chilogrammo sull’erba e di 10 nanogrammi per chilo nel terreno.
L’ipotesi è infatti che la sostanza inquinante si trovasse nel foraggio che è stato dato alle mucche. Anche perché l’inquinamento, figlio della società malata in cui viviamo, è talmente diffuso attorno alle città che fare agricoltura o allevare animali nell’hinterland di Brescia è ormai un’attività ad altissimo rischio.
Toh, l'inceneritore modello di Brescia forse non è proprio così sicuro per la salute dei cittadini...
Mi chiedo cosa ci sia di pulito e sano al giorno d'oggi.
Forse sara' "dentro i limiti della norma", ma non puro.
Sempre a nasconderci dietro un dito.
E' lampante che lasceremo ai nostri nipoti un suolo arido che dara' zero frutti, grazie a tutti, nonostante ora ci sia la corsa psicotica a fare la differenziata.
Bene o male, sono SEMPRE rifiuti, ma ci fanno stare in pace con noi stessi....
LastKnight
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