venerdì 22 giugno 2007

Turismo sul lago



Dal Gazzettino di Belluno del 22/06/2006
ARSIE Cittadini e operatori denunciano la presenza di gruppi extracomunitari: falò, rifiuti e anche sesso in pubblico
Chiasso e volgarità sul lago, monta la protesta

(…) Una situazione non semplice contro la quale l'Amministrazione ha cercato di far fronte apponendo cartelloni in cui si vietano certe azioni (…)

Vien rabbia leggere quanto scritto dal Gazzettino di Belluno oggi 22 giugno 2007.
La situazione di disagio presentata dal giornale è reale ma dire che l’amministrazione ha fatto qualcosa è una presa in giro nei confronti dei paesani di Rocca! Gli unici cartelli affissi da circa un mese vietano unicamente il campeggio e la sosta prolungata di camper o roulotte presso le aree di sosta. Basta! L’amministrazione non ha fatto altro! Non c’è un cartello, uno che vieti l’accensione di fuochi fuori dalle aree appositi! Perché il sindaco non si reca di persona, accompagnato dalle forze dell’ordine ovviamente, presso tali aree durante le domeniche di giugno e luglio come han fatto suoi colleghi della riviera del Brenta in Valsugana?! Perché non è mai stata presa nessuna iniziativa degna di questo nome (se non ventilare l’idiozia di irrigare con liquami organici le aree di sosta?!) . Eppure è da almeno tre anni che regolarmente all’arrivo dei primi caldi si verifica tale situazione.
Perché non pensare ad una gestione diversa delle aree, ad esempio togliendo gli inutili tavolini e creare ad esempio un percorso vita lungo il lago con aree attrezzate? Un progetto di questo genere non avrebbe costi altissimi e potrebbe attirare un turismo diverso!
Poi non è detto che funzioni, purtroppo tale maleducazione non è presente solo sul lago del Corlo ma è comune alle riviere del Piave, alcune aree del Brenta, etc.
Si pensa sempre e solo a costruire, mai a valorizzare il territorio per quello che è.
e poi ci si lamenta…

lunedì 11 giugno 2007

Acqua: un passo avanti




Mercoledì 6 giugno la Camera dei deputati ha approvato la legge che nazionalizza l'acqua. Ora la legge dovrà passare al Senato; in tal caso, allo scadere delle concessioni alle municipalizzate e/o altre società, il controllo passerà a Comuni, Province e Regioni. La dizione è molto chiara: "La titolazione delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata ad enti pubblici".
L'acqua è un bene comune, è il bene che da la vita e la conserva, su di esso non vi può essere la minima speculazione, neppure con tutte le buone intenzioni del mondo! L'acqua deve essere controllata dai cittadini, non da SpA.
Certo, se la gestione ritorna ai Comuni, toccherà proprio ai cittadini vigilare che gli sprechi siano limitati (basta sollevare il pozzetto di qualche fontana dell'acquedotto comunale per vedere come le saracinesche mantengano solo il nome ma non la funzionalità, nel senso che esce più acqua da queste che dai rubinetti!). Ma noi saremo contenti di vigilare e segnalare.