giovedì 17 maggio 2007

Trasporti pubblici



La lista civica Arsiè 2004 presenta all’amministrazione Comunale di Arsiè una raccolta di firme per portare all’attenzione il problema dei trasporti e del diritto alla mobilità sul nostro territorio.
Circa un anno fa il Gruppo consigliare di Arsiè 2004 ha presentato un’interrogazione nella quale si chiedeva all’amministrazione quanto era stato fatto per ripristinare una linea di trasporto pubblico verso Primolano .
In quel periodo non era ancora stata ripristinata la strada vecchia che passa sul ponte di Arsiè e sale sopra la Centrale elettrica.
Oggi quel tratto è stato reso fruibile dai bus di linea ed è stata di nuovo messa una linea che arriva a Primolano.
Nonostante questo la nostra raccolta firme che è partita su segnalazione dei cittadini è continuata con l’intento di proseguire a parlare dei trasporti pubblici sul territorio.
Le linee di trasporto Trentine per esempio sono utilizzate dagli studenti che si recano in Valsugana ma non fermano ad arsiè,così al ritorno gli utenti scendono ad Arten ,oltrepassando Arsiè per dieci km e tornando indietro con mezzi propri.
Questo perché il paese rimane fuori dal tracciato della superstrada.
Cogliamo dunque l’occasione per ribadire che è necessario un ulteriore impegno delle istituzioni per ripristinare le fermate delle linee di trasporto trentine che evidentemente necessitano di piazzole di sosta e quant’altro.
Il diritto a muoversi liberamente sul territorio montano,tanto più per motivi di studio o lavoro è un tema molto sentito dalla cittadinanza nel nostro comune.
La vicinanza al Trentino con le sue agevolazioni(anche sui prezzi del trasporto studenti) ci fa riflettere sulla necessità di aiutare i giovani a vivere con serenità sul territorio.
La consegna di queste firme ci da l’occasione per ricordare che ad Arsiè non arriva il Pronto Bus e che è stata da poco eliminata la linea che il Giovedì mattina portava dalle frazioni al capoluogo .
Questa corsa pagata dall’amministrazione (almeno all’andata)serviva a dare la possibilità ai cittadini anziani di raggiungere il mercato settimanale e le sedi dei sindacati che qui si recano straordinariamente in questo giorno.
Oggi questa corsa è stata sostituita dal servizio dell’Auser con contributo comunale.
Certamente una sinergia da promuovere se non fosse che non sono solo gli anziani ad avere diritto a muoversi ma tutti coloro che non hanno l’automobile .
La nostra proposta è quella di far diventare questa corsa una corsa di linea ,a pagamento ,poiché d’estate è utilizzata da villeggianti,turisti,anziani,ragazzi ecc…
Certo sono previsti dei costi che forse potrebbero essere parzialmente coperti dalla Regione e dalla Provincia nel nome appunto del diritto alla mobilità sul territorio montano.
Questa piccola manifestazione non rappresenta una critica strumentale ma funge da segnalazione di un disagio sentito dai cittadini che Arsiè 2004 si fa carico di portare all’Amministrazione Comunale e Provinciale.
E’un occasione per riflettere sulle possibilità di migliorare i collegamenti e lo spostamento delle persone sul territorio.
Auspichiamo un serio interessamento da parte delle istituzioni per raggiungere questi obbiettivi di cui siamo certi tutti condividono l’importanza.
I Consiglieri Comunali di Arsiè 2004
Dall’Agnol kety
Strappazzon Adriano

martedì 15 maggio 2007

JOHN FITZGERALD KENNEDY discorso del 1960


Io credo in un’America in cui la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta e in cui nessun prelato cattolico possa insegnare al Presidente (qualora questi sia cattolico) quel che deve fare, e in cui nessun pastore protestante possa imporre ai suoi parrocchiani per chi votare; un’America in cui a nessuna Chiesa o scuola di carattere confessionale siano concesse sovvenzioni tratte dal pubblico denaro oppure preferenze politiche, e in cui a nessuno sia impedito di accedere a un pubblico ufficio, solo perché la sua religione differisce da quella del Presidente in grado di nominarlo o del pubblico in grado di eleggervelo.

Io credo in un’America che ufficialmente non sia cattolica né protestante né ebraica; in cui nessun pubblico ufficiale richieda o accetti istruzioni sulla politica da seguire vuoi dal Papa, vuoi dal Concilio nazionale delle Chiese, vuoi da altre fonti ecclesiastiche; un’America in cui nessun organismo confessionale cerchi di imporre, direttamente o indirettamente, la propria volontà al popolo in generale ovvero alle iniziative dei pubblici funzionari, e in cui la libertà di religione sia una e indivisibile, talché ogni azione contro una delle Chiese sia considerata attentato contro la nazione nel suo complesso. (...)

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